ACQUAMARINA48 / I colori dell'infinito.
Pubblicato il 03/09/2010
Settembre si apre con lo splendore di un cielo terso e quasi abbagliante, nel suo limpidiss colore azzurro, l'acqua del mare trasparente fa intravved fondali ke sembravano scomparsi, la freschezza di una nuotata inonda di pace creando una simbiosi con l'universo. Gli scogli spigolosi appaiono come soffici piani ke predispongono al sonno, aiutato da un sole caldiss mitigato dal vento. L'energia entra nel corpo e nella mente e crea la fantasia di fissare quei momenti x l'eternità ...la felicità di pochi attimi compensa x le negatività del quotidiano. L'orizz sembra tracciato dal pennello di un pittore bambino...è l'infinito... sempre vivranno quegli scogli, ql acqua e ql orizzonte e noi? Saremo, forse, trasformati e penetrati dalla natura? La ns immag sarà scomparsa... la ns anima vibrerà , forse, al suono incess delle onde e si muoverà felice nella spumegg onda ke si frange sugli scogli...?
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ACQUAMARINA48 / I colori dell'infinito.
Pubblicato il 03/09/2010
Settembre si apre con lo splendore di un cielo terso e quasi abbagliante, nel suo limpidiss colore azzurro, l'acqua del mare trasparente fa intravved fondali ke sembravano scomparsi, la freschezza di una nuotata inonda di pace creando una simbiosi con l'universo. Gli scogli spigolosi appaiono come soffici piani ke predispongono al sonno, aiutato da un sole caldiss mitigato dal vento. L'energia entra nel corpo e nella mente e crea la fantasia di fissare quei momenti x l'eternità ...la felicità di pochi attimi compensa x le negatività del quotidiano. L'orizz sembra tracciato dal pennello di un pittore bambino...è l'infinito... sempre vivranno quegli scogli, ql acqua e ql orizzonte e noi? Saremo, forse, trasformati e penetrati dalla natura? La ns immag sarà scomparsa... la ns anima vibrerà , forse, al suono incess delle onde e si muoverà felice nella spumegg onda ke si frange sugli scogli...?
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Pubblicato il 02/09/2010
Singhiozzi, profumo di amori risorti. Tutto sgozzato come pietŕ sghignazzante, come macerie che intemperie non curanti fanno oscillare. Palazzi enormi come ghetti, ormai. Baci triangolari aguzzi come punture d insetto feroce. Abbracci che strangolano, percuotono i pensieri che di misteri son privi. E gente, negozi, fiori, macchine, accumunati dal freddo persistere di sfatta dolcezza. Biro di tutti i colori, collane di perle, spille di diamante che si infilzano non piů in giacche ma dritte al cuore. Riviste, cucina macrobiotica, cene interrotte da telefonate in un rincorrersi di oggetti per arredare case, scrivanie, puntaspilli. Vestaglie rosa, a pois, nere e mai stanche di farsi indossare per apparire su tela di pittore. Le mie nuditŕ non hanno combattuto guerre per essere cosě disarmate. Tutto meccanico, poco convincente per il mio cervello che freme ed eterne le ali rimpiange. Leoni senza denti vanno leccando la vita in un susseguirsi di parabole mai lette. Carta straccia per scrivere da lacerare per asciugare terrazze invase di pioggia. Carta straccia da accendere con un fiammifero. Luce! g. r. f. 1990
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